Pranzo di Domenica 30 Maggio 2010

Comincio con quelli che, a mio sentire, sono i veri difetti del locale: non è raggiungibile coi mezzi pubblici e la strada per accedervi è veramente strettissima. Però se non vi danno problemi le stradine di campagna (e se non scegliete me come autista) ce la fate tranquillamente. Trovare parcheggio però non è difficile essendocene uno riservato.
Passando al ristorante: il posto è molto grazioso, la cucina è a vista e alle pareti ci sono degli specchi che, come hanno notato i miei commensali, ampliano gradevolmente lo spazio. La piacevolezza dell'ambiente viene però guastata dalla musica di sottofondo, per lo più inascoltabile (per il mio gusto almeno).
Mentre leggiamo il menu ci viene gentilmente offerta una specie di bruschetta che credo sia (perdonate l'ignoranza) il famoso crostino toscano.
Salto l'antipasto, i miei commensali no e prendono vari affettati fatti da loro (come già detto e ribadito da molti prima di me) che saranno giudicati buonissimi. Io rubo un po' del loro pane (anch'esso fatto in casa): ottimo e morbidissimo, sembrava quasi una focaccia.
Per primo i miei commensali prendono gnocchi alle noci e zola, pappardelle ai funghi e io pappardelle al ragù di cinghiale. Sia io sia la commensale degli gnocchi troviamo che la pasta sia ottima, ma il condimento leggermente sciapo. Peccato perché (parlo per il mio piatto) con un po' di sale in più sarebbe stato perfetto.
Durante l'attesa del secondo la musica di sottofondo migliora (salvo la caduta di stile con la sigla di "Dawson's Creek", che comunque fa tenerezza).
Arriva il secondo: fiorentina per tutti (due in tre). Viene tagliata direttamente dal signore che non ho capito se sia il proprietario (considerando il suo fare di perfetto anfitrione) o lo chef (data la destrezza nell'uso del coltello). La carne è tenera e gustosa, ma forse la cosa migliore sono le patatine fritte, davvero fantastiche.
Al servizio non dò 10 perché il giovane signore, la cui identità è rimasta a me ignota, ha giocato coi "sentimenti" di due donzelle, prospettando loro un tiramisù che si è poi rivelato esaurito. Però la torta di mele riparatrice è forse il ricordo più commosso che abbiamo di tutto il pranzo.
Chiudiamo con un caffè e un liquore offerto dal signore.
In tutto abbiamo speso 130 euro per un antipasto multiplo, tre primi, due fiorentine con contorno per tre, due dolci, due caffè, due bottiglie d'acqua, vino (perdonatemi, non essendomi interessata non ricordo né quantità né natura di esso).
Impressione generale molto positiva. Spero di tornarci quanto prima (cosa che avverrà solo se non sarò io a dover guidare).



Recensione tratta dal sito IlMangione.it

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